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LA GIARA DI GESTURI
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“Qui
batte il cuore della Sardegna”
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La
Giara di Gesturi è un altopiano basaltico di origine vulcanica. Situato
nella Sardegna centro- meridionale, al confine tra la "bassa marmilla"
e il "sarcidano", si estende su una superficie di 42 Kmq a circa
600 m. sul livello del mare.
La notorietà dell'altopiano, a livello internazionale, è dovuta alla
presenza dei famosi "cavallini della Giara" che vivono allo
stato brado, perfettamente integrati nell'ambiente. Tali cavallini sono
una specie tra il normale cavallo ed il pony, hanno il manto scuro e
l’altezza che in media raggiunge
il metro e venti al garrese.
La
loro presenza
sulla Giara
è antichissima, come alcuni siti archeologici stanno a
testimoniare |
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La
Giara è un altopiano venuto su per un capriccio creativo della natura,
in un certo punto della Sardegna. Un pezzo di terra dove il tempo perde
il suo valore e lascia il passo all’incedere delle stagioni, senza che
le stagioni cambino nulla. Forse la Giara è un brandello di corpo
celeste caduto dal cielo, che muta colore e profumi se piove o se
comanda il sole. Un eremo silenzioso dove vegetazione, acqua ed animali
possono vivere in un insieme quasi indistinto, elementi di un paesaggio
unico ed irripetibile. Una sorta di fortezza dove la natura si ripara
dall’avanzare rumoroso dell’umanità e dove regna sovrano il
disordine straordinariamente organizzato della natura stessa. Una natura
misteriosa quanto misterioso è il nome del luogo: la Giara, “sa
Jara” nel sardo di queste zone, forse il residuo di un
linguaggio remoto, precedente la conquista dell’isola. Giara forse
come il risultato mutato nel tempo del vocabolo greco “glarea”,
la ghiaia, dal ruvido pietrisco misto a ciottoli che ricopre l’intera
superficie dell’altopiano. Un’isola
nell’isola.
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Quarantacinque
chilometri quadrati segnati da rocce, boschi di leccio e di sughere, macchia
mediterranea ed una densa
coltre di specie botaniche disparate, concentrate in un’area talmente
ristretta da sembrare un museo naturale, circondato e forse un tempo difeso da
ventitré nuraghi ed aperto sulla Marmilla e sul Sarcidano, terre in cui l’uomo
nei secoli ha potuto incidere appena il tanto da garantirsi la sopravivenza.
Camminare sulla Giara, percorrere i suoi 14 chilometri di lunghezza attraverso
i segni che l’uomo ha lasciato nell’arco di 3500 anni è un’esperienza
che non ha riscontri: abitata fin dalla preistoria, risulta difficile
distinguerei resti del passato dai detriti lavici che la rivestono.
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Paulis
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Il “murales” dedicato ai
cavallini della Giara nella via Nazionale nel centro abitato di Gesturi
(La
scritta: “nasci po bivi liberu
da belvasa umanas” significa:
nasci libero dalle belve umane)
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Le sughere: gli alberi tipici della Giara
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